NEW YORK – Giornata densa di appuntamenti per Donald Trump, arrivato a New York per l’81ª sessione dell’Assemblea generale dell’Onu. Il presidente statunitense ha tenuto il suo intervento davanti ai leader mondiali nella mattinata locale, per poi susseguirsi in una serie di incontri bilaterali fino a sera.
Il discorso. Davanti all’assemblea, Trump ha rivendicato la forza della sua amministrazione, sostenendo che l’America sia “tornata” e più potente che mai. Sul fronte Iran, il presidente ha alternato toni da trattativa a toni da ultimatum: da un lato ha riferito di contatti in corso con Teheran, dall’altro ha avvertito che, in assenza di un accordo, gli Stati Uniti sarebbero pronti ad agire con durezza, ipotizzando conseguenze anche sul prezzo del petrolio. Ha inoltre affermato che un’intesa con l’Iran potrebbe arrivare solo dopo le elezioni di midterm negli Stati Uniti.
L’annuncio sulla Groenlandia. Uno dei momenti più concreti della giornata è stata la firma di un accordo di sicurezza tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia. Trump ha annunciato l’invio immediato di un consistente contingente militare americano sul territorio artico e la costruzione di due nuove basi. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha accolto con favore l’intesa, definendola un rafforzamento dell’Alleanza atlantica.
Il vertice con Zelensky. In agenda anche l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in programma nel tardo pomeriggio ora di New York. Prima del bilaterale, Trump aveva già avuto un colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron, nel quale i due leader hanno discusso di Ucraina e Iran, i due dossier che più stanno segnando questa edizione dell’Assemblea Onu.
“Superintelligenza” al posto di intelligenza artificiale. Tra gli annunci più insoliti della giornata, Trump ha reso noto che l’amministrazione statunitense adotterà ufficialmente il termine “superintelligenza” in sostituzione di “intelligenza artificiale”, riprendendo un’espressione che il presidente utilizza da giorni nei suoi interventi pubblici.
Cuba nel mirino. Il presidente ha anche dedicato alcune battute a Cuba, definendo il Paese “fallito” e prevedendone la caduta, in linea con la retorica già adottata in passato verso l’Avana.
Il contesto. L’intervento arriva al termine di settimane complicate per la Casa Bianca. Trump si presenta all’appuntamento newyorkese con un indice di gradimento sotto il 40%, appesantito anche dalle preoccupazioni per le ricadute economiche della guerra con l’Iran. Il presidente deve inoltre gestire le tensioni con parte della stampa, dopo la decisione di escludere CNN, MS NOW e Politico dagli spazi della Casa Bianca: le testate hanno già fatto causa per riottenere l’accesso. Sullo sfondo restano meno di due mesi alle elezioni di midterm, che rendono questa settimana di diplomazia particolarmente delicata per l’amministrazione.











