Ricostruzione dei fatti cose contraddittorie, possiamo dire accanimento contro l’Inter

La ricostruzione della Procura sull’incontro avvenuto a San Siro il 2 aprile per evitare di designare il poco gradito all’Inter Doveri sembra contraddetta, tre giorni dopo l’arbitro di Parma-Inter era proprio Doveri
Come possono dimostrare la riunione nel tunnel di San Siro senza intercettazioni, essendo un fascicolo per frode sportiva e non associazione a delinquere, peraltro in un derby dove il Milan giocava in casa, e quindi era custode-concessionario della struttura? Si tratterebbe semplicemente di illazioni in questo caso.
Dopo ore di confronti e riunioni con la proprietà americana, l’Inter ha deciso di non produrre dichiarazioni ufficiali da dare in pasto ai media e anche oggi allo stadio, in occasione di Torino-Inter, non dovrebbero esserci interviste di alcun dirigente, anche perché i tempi non vengono considerati ancora maturi per pronunciarsi. Informalmente, però, il club è decisamente allibito per quello che è in atto e allo stesso tempo si definisce tranquillo per lo svolgimento dei prossimi giorni: nessun tesserato ha, infatti, ricevuto alcun avviso di garanzia.
Voglio riportare le dichiarazioni di
ERMES ANTONUCCI (Giornalista dí giudiziaria del Foglio), SCRIVE SU X: “Premesso che sono milanista, trovo GROTTESCA l’indagine milanese sulle presunte designazioni di arbitri favorevoli all’Inter lo scorso anno. Tre sono gli episodi contestati al designatore Rocchi:
1. Avrebbe designato l’arbitro Doveri, ritenuto “poco gradito all’Inter”, per il ritorno della semifinale di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile 2025, “per assicurare poi all’Inter arbitraggi più favorevoli nell’eventuale finale e per il resto delle partite del campionato”. Intanto non si capisce perché Doveri sarebbe da ritenere “poco gradito all’Inter”, ma poi: se è poco gradito e vuoi favorire l’Inter lo metti ad arbitrare una partita delicatissima come il superderby milanese di ritorno della semifinale di Coppa Italia (considerando pure che l’andata era finita 1-1)? Contraddizione palese.
Non solo. Questa scelta sarebbe stata presa da Rocchi il 2 aprile. Tre giorni dopo, il 5 aprile, in campionato l’Inter ebbe proprio Doveri come arbitro (contro il Parma).
2. Rocchi avrebbe designato come arbitro della partita di campionato Bologna-Inter del 20 aprile 2025 Andrea Colombo, “siccome arbitro gradito all’Inter impegnata nella lotta alla corsa scudetto ormai alle battute finali della stagione calcistica”. Come finì? 1 a 0 per il Bologna. E gli interisti la ricordano perché il gol del Bologna fu frutto di una rimessa in gioco clamorosamente irregolare perché effettuata quaranta metri avanti a dove era uscito il pallone.
Ma, di nuovo, da dove si desumerebbe che Colombo fosse arbitro gradito all’Inter. E soprattutto, se non ci sono prove di contatti tra Rocchi e la dirigenza dell’Inter di cosa parliamo? Del nulla. Accuse basate sulle presunte “sensazioni” del designatore Rocchi (che però contrastano con i fatti)
3. Rocchi avrebbe condizionato l’addetto al Var di Udinese-Parma del 1 marzo 2025, bussando ripetutamente alla vetrata della stanza Var per richiamare l’attenzione su un presunto rigore. Considerando che alla fine (come sempre) è l’arbitro a decidere l’assegnazione del rigore su chiamata del Var, il reato quale sarebbe, quello di “bussata” alla porta del Var per sollecitare a rivedere l’azione?
Questa contestazione nasce da un esposto sportivo presentato all’epoca dal guardalinee Domenico Rocca, che accusava Rocchi di condizionare alcune decisioni dei “varisti”. Eppure in quell’esposto Rocca segnalava il suo stupore perché in Inter-Roma del 27 aprile 2025 “l’arbitro Gervasoni, supervisore di giornata, non ‘bussa’ ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto a favore dell’Inter, errore grave che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato a favore del Napoli”. Inter-Roma finirà 0-1, ma soprattutto, occorre ricordarlo, il campionato finirà con la vittoria del Napoli sull’Inter.
In altre parole, nell’indagine della procura di Milano non torna niente.”
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