Città Del Vaticano- L’invito è ad essere miti e perseveranti affondando le radici della fede e della missione in un intenso rapporto con Dio: contemplare non è un’esperienza escusiva di certi eremiti. Leone XIV, infine, ricorda la vita non facile delle prime comunità cristiane e cita il suo predecessore Francesco in Evangelii gaudium. Così esorta a rispondere all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza, laddove il Vangelo risulta più ‘scomodo’.











