D’ora in poi non saranno punibili quei poliziotti penitenziari che si fingeranno detenuti assistenti volontari, infermieri, educatori, sacerdoti, per andare alla scoperta di delitti. Nel nuovo decreto legge sicurezza, all’articolo 15, il governo prevede e rende legittime operazioni sotto copertura per la sicurezza degli istituti penitenziari. D’ora in poi non saranno punibili quei poliziotti penitenziari che si fingeranno detenuti, o anche assistenti volontari, infermieri, educatori, sacerdoti, per andare alla scoperta di delitti più o meno gravi, traffici illeciti, affari di vario tipo. Da ora in poi il detenuto che si vede arrivare un nuovo giunto nella sua cella non saprà chi è veramente quest’ultimo. Nessuno si fiderà più di nessuno e il carcere, per adulti e per minori, avrà definitivamente smesso di essere una comunità. Si trasformerà ancor più in un luogo buio e opaco governato dalla sfiducia, dalla paura, dalla delazione. Altro che funzione rieducativa della pena. A partire da subito è prevedibile che si formerà un nucleo di agenti di polizia penitenziaria specializzato a operare non alla luce del sole, bensì infiltrandosi nelle galere, spiando da dentro, filmando di nascosto chi protesta, chi spaccia (chiunque si spera, senza eccezione alcuna), chi si ribella, chi corrompe, e forse, chissà, o almeno si spera, anche chi tortura. Nella norma approvata dal governo non c’è traccia di una supervisione di questi nuclei di polizia da parte del direttore del carcere, così ridotto a poco più di un burocrate e definitivamente ridimensionato nelle sue prerogative di sicurezza.
Il direttore di istituto penitenziario, volutamente e giustamente non incardinato nella polizia penitenziaria dalla legge del 1990 che smilitarizzò il corpo degli agenti di custodia, era stato pensato come il responsabile di tutto ciò che sarebbe dovuto accadere in prigione. Lui doveva sapere tutto, a lui spettava l’autorizzazione finale dell’uso della forza. Era lui che poteva al limite indossare le false vesti di un detenuto, come Robert Redford in Brubaker, per scoprire gli abusi e le violenze commesse dal personale.











