Busto Arsizio- Martedì un trentaseienne arrestato lo scorso maggio ha tentato il suicidio inalando il gas che alimenta i fornelletti da cucina: è stato un agente della polizia penitenziaria ad accorgersi delle sue condizioni e a intervenire per salvarlo. I maghrebini si erano preventivamente costruiti delle spade, ricavate da segmenti degli infissi, limanti con cura fino a renderli affilati e taglienti. Armate come samurai, le due fazioni hanno iniziato a darsele fino a quando un detenuto italiano si è messo in mezzo per sedare gli animiNel caos più totale il poliziotto gli ha praticato il massaggio cardiaco, nel frattempo è arrivata l’ambulanza e l’uomo è stato portato d’urgenza in ospedale a Varese. È ricoverato in rianimazione, al momento la prognosi è riservata, gli agenti della polpen lo piantonano. Per un venticinquenne, trasferito nella casa circondariale di Busto da otto mesi, è stato necessario ricorre al trattamento sanitario obbligatorio: dopo aver distrutto più volte la cella, aver spaccato le ceramiche ed essersi sfregiato la faccia con i cocci è stato affidato alla psichiatria. Infuocato anche il weekend: è da settimane che tunisini e marocchini si affrontano a botte per ragioni non meglio chiarite, tra sabato e lunedì gli scontri sono degenerati.











