Cari lettori e care lettrici, oggi è la festa del papà. Tanti auguri ai Papà!
Secondo una leggenda molto diffusa, quando dovette fuggire in Egitto con Maria e Gesù, Giuseppe si mantenne vendendo frittelle per strada.
Per ricordare questa storia, nel giorno dedicato al santo si preparavano dolci fritti da offrire alla famiglia, ai vicini o ai poveri. Nel tempo questa usanza si è trasformata nella preparazione delle zeppole.
La zeppola di San Giuseppe è considerata un dolce tipico della tradizione napoletana. Secondo molte ricostruzioni storiche, la zeppola deriverebbe da frittelle di frumento preparate nell’antica Roma durante le feste delle Liberalia, celebrate il 17 marzo in onore delle divinità del vino e del grano. Il nome zeppola ha un’origine antica e non del tutto certa, ma secondo molti studiosi potrebbe derivare dalla parola dialettale napoletana “zeppola” o “zéppula”, che indicava una frittella di pasta cotta nello strutto o nell’olio.
Vi voglio lasciare con una poesia
Mio padre di Antonio Machado
Io ho quasi un ritratto
del mio caro padre, nel tempo,
ma il tempo se lo porta via…
Mio padre nel giardino di casa nostra
mio padre tra i suoi libri, che lavora.
Gli occhi grandi, l’alta fronte
il viso scarno, i baffi lisci.
Mio padre nel giardino della nostra casa
medita, sogna, soffre, parla forte.
Passeggia. Oh padre mio ancora
sei lì e il tempo non ti ha cancellato!
Ormai sono più vecchio di te, padre mio,
quando mi baciavi.
Ma nel ricordo, sono anche il bimbo che tu
conducevi per mano.











