Dopo il riscontro ottenuto nell’ambiente con l’album omonimo “Malafama”, l’artista torna con un nuovo progetto ancora più personale e introspettivo. Al centro di questa intervista c’è “Quindici Dieci Venticinque”, un singolo nato da una data precisa e da una storia rimasta impressa nel tempo. Un brano che trasforma il dolore, le domande senza risposta e la fine di un amore in musica, dando voce a emozioni profonde e condivisibili.
“Quindici Dieci Venticinque”, quando una data diventa una canzone
Intervistatore: Malafama, il tuo nuovo singolo si intitola “Quinze Dies Venticinque”. Un titolo insolito, che sembra nascondere una storia precisa. Che cosa rappresenta questa data per te?
“Non è una data scelta a caso. Il 15 ottobre 2025 è il giorno in cui una persona ha deciso di chiudere la storia che avevamo, senza darmi una vera motivazione. È rimasta una data impressa nella mia vita, perché a volte le cose finiscono senza che tu abbia la possibilità di capire fino in fondo perché.”
Hai scelto di pubblicare il singolo il 15 ottobre 2026, esattamente un anno dopo. Perché hai voluto farlo proprio in quel giorno?
“Perché per me quella data meritava di essere ricordata. È passato un anno, ma questo non significa che ciò che è successo abbia perso importanza. Ho voluto trasformare quel giorno in qualcosa di mio, in musica. Non per rimanere fermo nel passato, ma per riconoscere il valore di ciò che ho vissuto.”
Una storia finisce, ma spesso rimangono domande senza risposta. Quanto pesa una chiusura che non riesci a comprendere?
“ Pesa, perché quando qualcuno decide di andarsene senza spiegarti veramente il motivo, ti ritrovi a cercare risposte dentro di te. Ripensi alle parole, ai momenti, alle cose che sono successe. A un certo punto, però, devi imparare a convivere anche con ciò che non hai capito.”
Hai deciso di dare voce a questo dolore attraverso una canzone. Scrivere è stato un modo per liberarti oppure per conservare il ricordo?
“Credo che siano entrambe le cose. La musica mi permette di esprimere ciò che a volte faccio fatica a dire a parole. Non volevo fingere che quel dolore non fosse mai esistito. Volevo riconoscere che ha fatto parte della mia vita e che, proprio per questo, ha avuto un significato.”
C’è un’idea che sembra accompagnare questo progetto. Anche il dolore ha una sua importanza. È questo il messaggio che vorresti lasciare?
“ Sì. Spesso pensiamo che una cosa abbia valore soltanto se finisce bene. Io non la vedo così. Una storia che finisce non cancella ciò che hai provato, ciò che hai dato e ciò che hai imparato. Anche il dolore merita di essere riconosciuto, perché racconta quanto qualcosa sia stato importante per noi.”
Pubblicare questa canzone significa anche rendere pubblica una parte molto personale della tua vita. Hai avuto paura di esporti?
“ Quando racconti qualcosa di personale, sai che chi ascolta può interpretarlo a modo suo. Ma non voglio che questa canzone venga vista come un’accusa. È il mio modo di raccontare un’esperienza dal mio punto di vista. La musica mi permette di farlo senza dover trasformare tutto in una spiegazione.”
Il tempo aiuta a cambiare il modo in cui guardiamo alle cose. Dopo un anno, che cosa è cambiato nel tuo rapporto con quella data?
“È cambiato il modo in cui scelgo di raccontarla. Un anno fa era il giorno di una fine che non avevo scelto. Oggi è anche il giorno in cui ho deciso di dare una forma artistica a ciò che ho vissuto. Non posso cambiare quello che è successo, ma posso scegliere cosa farne.”
C’è una persona precisa a cui è destinata questa canzone oppure vorresti che arrivasse a chiunque abbia vissuto una situazione simile?
“ La storia da cui nasce è personale, ma il significato non deve appartenere soltanto a me. Chiunque abbia vissuto una separazione senza risposte, una perdita o una fine difficile può ritrovare qualcosa di proprio in questa canzone. Ognuno ha una data che porta dentro di sé.”
Che cosa speri arrivi a chi ascolterà “Quinze Dies Venticinque”?
“Vorrei che chi ascolta capisse che non deve vergognarsi del dolore che ha provato. Non tutte le storie finiscono come vorremmo, ma questo non significa che siano state inutili. Ciò che abbiamo vissuto conserva il suo valore, anche quando non possiamo più condividerlo con la persona con cui lo abbiamo vissuto.”
Questa canzone è una realtà a sé stante, oppure rappresenta anche un’anticipazione del tuo prossimo lavoro, che uscirà l’anno prossimo? Puoi dirci qualcosa in merito?
“Sì, questa canzone ha una vita propria, anche se è legata al mio prossimo lavoro. L’album ruoterà intorno a questa storia, al suo vissuto e alla sua fine. Credo che tutti portiamo dentro un amore che ci ha segnato. Sarà un progetto più personale, senza la pretesa di piacere a tutti: nasce soprattutto come uno sfogo, con la speranza di trovare qualcuno disposto ad ascoltare e a riconoscersi nella delusione di un amico.”












